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Mentre Facebook modifica la normativa sulla privacy e scatena il malcontento generale, Google plus fa tremare i suoi più grandi rivali raggiungendo ben 500 milioni di utenti iscritti. Un numero che può sembrare quasi irrilevante se paragonato al miliardo della creatura Zuckerberghiana, ma che si fa largo tra le altrettante 500 piume dei twitteri on line.

Ad allarmare i colossi sono soprattutto le consistenti novità di Big G che incuriosiscono sempre più navigatori e attirano iscritti in continuazione. L’ultimo regalo dell’anno, ben posizionato sotto l’albero dei social, comprende le communities: niente di più e niente di meno dei gruppi Facebook trasportati sul G+. Pubbliche o private che siano, l’utilità delle comunità sociali di casa Google è ampio come il potenziale attrattivo che esercita sui fan di brand, i membri delle associazioni, e via così.

le community di Google Plus

Rumoreggiano nel contempo cinguettii dell’altro mondo: chi vive in digitale è pronto ad accettare ogni santo giorno rivoluzioni incredibili, ma nessuno avrebbe scommesso un euro sulla veridicità del profilo @pontifex su twitter. Nessuno, fino a quando il misfatto non è stato confermato dal diretto interessato. Milioni di fedeli sono accorsi al richiamo, ma resta la domanda se la strategia sia eticamente corretta nei confronti degli ideali della religione in questione. Se intesa come una mossa promozionale, si direbbe proprio di no; se pensata come un modo per avvicinarsi alla popolazione, sembrerebbe invece di sì. Fatto sta che le prediche del mondo dorato continuano a far più bene al turismo che ad altro.

il profilo del papa su twitter

Per concludere la lista del giorno, introduco CrowdVoice. Ebbene sì, anche i dissidenti hanno finalmente una piattaforma virtuale: la voce della folla, così si identifica il gruppo di ribelli che lotta per aggirare la censura dei regimi. Ottima notizia per i giornalisti, il portale, infatti, si prefigge soprattutto lo scopo di verificare le notizie divulgate nel mondo. Tantissimi i temi trattati: dall’ultima operazione di Israele a Gaza Pillar of Defense, alle frodi elettorali del Messico, alla censura cinese e lo sciopero dei minatori in Sudafrica.

Lascio la parola al Corriere della Sera che descrive nel dettaglio le funzionalità tecniche: «la struttura di Crowdvoice ricorda quella di Pinterest, con un’home page composta da diverse board dalle quali è possibile accedere alle singole “voci”, e dove ogni voce è un movimento di protesta. Su ogni pagina  foto e video, catalogate e geolocalizzate. Ma anche dati statistici accurati sul numero di civili partecipanti e del numero di forze dell’ordine impiegati sul campo, sui deceduti dall’inizio delle proteste e persino sui luoghi di tortura dei civili localizzati. Per la Siria, ad esempio, è possibile consultaere oltre 16.000 video. CrowdVoice è stato creato da Mideast Youth, un gruppo di attivisti arabi, che hanno portato avanti anche altri progetti tra cui Mideast Tunes Ahwaa.org».

crowdvoice la voce della folla

Cosa ne pensi delle ultime novità sociali? Il digitale rivoluzionerà ancora di più il mondo? Fino a che punto arriverà a condizionare la vita di tutti i giorni?